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lunedì 23 gennaio 2012 |
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Nella notte di mercoledì, l’autore toscano si è spento in ospedale a Viareggio. In 40 anni di carriera ha firmato i più grandi successi della musica italiana.
Autore, compositore e produttore discografico. Ieri notte si è spento Giancarlo Bigazzi, ex leader del gruppo degli ‘Sqallor’, autore di grandi successi della musica italiana come ‘Ti Amo’, ‘Si può dare di più’, ‘Rose rosse’, ‘Bella stronza’, ‘Gente di mare’. 71 anni – era nato a Firenze il 5 settembre del 1940 – era ricoverato da qualche giorno nell’ospedale Versilia di Viareggio. La salma di Giancarlo Bigazzi arriverà questa sera alla Badia Fiesolana (San Domenico, Fiesole) dove, domenica mattina, si svolgeranno i funerali. Da Massimo Ranieri ai Ricchi e Poveri, da Marcella a Raf, da Marco Masini a Mina, sono innumerevoli i musicisti e gli interpreti con i quali ha collaborato. I suoi primi successi di autore risalgono alla fine degli anni ‘60 e sono titoli che hanno fatto la storia: ‘Luglio’ per Riccardo Del Turco e ‘Lisa dagli occhi blu’ per Mario Tessuto, ‘Rose rosse’ per Massimo Ranieri, ‘Eternità’ per i Camaleonti e Ornella Vanoni. Negli anni ‘70 arrivano, ma sono solo i titoli più famosi, ‘Montagne verdi’ per Marcella Bella, ‘Erba di casa mia’ per Massimo Ranieri, ‘Un sorriso e poi perdonami’ per Gianni Bella. Nel frattempo, insieme a Daniele Pace, Totò Savio e ai discografici Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi fonda gli Squallor: un grande successo durato 25 anni che ha prodotto due film e ha segnato un capitolo fondamentale per la canzone umoristica e dissacrante nel nostro paese. Al principio degli anni ‘80, grazie alla collaborazione con Umberto Tozzi, comincia la sua attività di produttore e firma i pezzi che hanno trasformato Tozzi in una star e fatto il giro del mondo, primo tra tutti ‘Gloria’, ma ci sono anche ‘Ti amo’ e ‘Tu’. È Bigazzi a firmare ‘Si può dare di più’, il pezzo portato alla vittoria a Sanremo dal trio Morandi-Ruggeri-Tozzi. Nel decennio successivo ha creato una sorta di factory che grazie al successo mondiale di ‘Self Control’ di Raf è stata uno dei fulcri della canzone italiana: da lì sono usciti Masini (per lui ha scritto i più grandi successi), Paolo Vallesi, Aleandro Baldi. Dal punto di vista autorale, oltre a ‘Gli uomini non cambiano’ di Mia Martini, tra le sue composizioni più prestigiose ci sono la musica di ‘Cirano’ di Francesco Guccini e le colonne sonore di ‘Mery per sempre’ e ‘Mediterraneo’, il film di Gabriele Salvatores che ha vinto l’Oscar. La firma del maestro è presente anche nei brani ‘Negli abissi dell’anima’ di Manuel Moscati e ‘Nel vuoto’ di Leo Giusti, ultimi lavori del grande autore prodotti da Cantieri Sonori di Marco Canigiula, ed inaspettatamente esclusi alle selezioni di Sanremo Social per il Festival di Sanremo 2012. Il Festival di Sanremo renderà comunque omaggio a Giancarlo Bigazzi nella serata-tributo ‘Viva l’Italia’. Gianni Morandi, infatti, aprirà la serata celebrando alcuni grandi autori di successi mondiali ‘rimasti fuori’ dalle scelte dei Big in gara, come Giancarlo Bigazzi e Domenico Modugno. “Lunedì – racconta il direttore artistico Gianmarco Mazzi – ho ricevuto un messaggio dalla moglie di Bigazzi, Gianna, che mi manifestava un certo stupore e dispiacere perché nessun brano di Giancarlo sarebbe stato eseguito nella serata dedicata alla grande musica italiana. Io ho condiviso questo dispiacere e ho pensato che sarà lo stesso Gianni a rendere omaggio al grande artista aprendo la serata e cantando ‘Gloria’ e ‘Si può dare di più’”. UFFICIO STAMPA: Resp. Arianna Di Paolo |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 23 gennaio 2012 )
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Umberto Tozzi addio a Bigazzi |
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lunedì 23 gennaio 2012 |
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così scrive umberto nel sito ufficiale Cari amici, è con grande dolore che scrivo queste poche righe per parlare del caro Giancarlo Bigazzi che non è più tra di noi. Ed è difficile parlarne, un po’ perché nel momento in cui vi scrivo mi viene davvero difficile esprimere l’uragano di sentimenti e di ricordi che abitano nel mio cuore. Un po’ anche perché è difficile salutare una persona che , lo sapete tutti, ha fatto cose talmente grandi che di certo resteranno per sempre nella storia della musica italiana. Non posso e non voglio, in questo momento, fare celebrazioni retoriche che io non amo e che di certo lui non avrebbe voluto. Perché Giancarlo è (e sarà sempre) una persona “verace”, istintiva, selvaggia, e sono proprio queste caratteristiche che ne hanno fatto un musicista a servizio della musica, ed il suo genio e’ frutto di talento vero, naturale, eternamente importante. Vedete, mi viene naturale scriverne al presente: gli anni passano, ma quello che abbiamo fatto insieme e’ qualcosa senza tempo, senza un passato e un presente, senza un limite umanamente spiegabile. E allora so quale sarà l’unico modo giusto per parlare di Giancarlo: cantare. Cantare quelle canzoni che tanta fortuna hanno portato a me e a lui, e che tanta gioia di vivere hanno portato a tutti voi. Ogni volta che le canterò non avrò bisogno di spiegare tante cose. Perché loro parleranno, come hanno fatto in tanti anni, e come faranno di certo per tanti anni ancora. Con Dolore Vostro UMBERTO |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 23 gennaio 2012 )
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giovedì 19 gennaio 2012 |
19 Gennaio 2012 - Musica, News Addio a GIANCARLO BIGAZZI, autore di canzoni immortali. Ecco, nelle sue parole, come sono nate «Gloria», «Ti Amo» e…di redazione sorrisi Giancarlo Bigazzi (foto ANSA) È morto stanotte a 71 anni Giancarlo Bigazzi. Era ricoverato da qualche giorno nell’ospedale Versilia di Viareggio. Come paroliere, ma spesso anche come compositore, aveva firmato i più grandi successi di Umberto Tozzi («Ti amo», «Gloria»), Marco Masini («Disperato», «Ci vorrebbe il mare»), Massimo Ranieri («Erba di casa mia», «Vent’anni», «Rose rosse»), Gianni Bella («Non si può morire dentro»), Marcella («Montagne verdi») e tante altre hit, comprese «Lisa dagli occhi blu» di Mario Tessuto, «Luglio» di Riccardo Del Turco e «Self Control» di Raf. Ma come nascevano le sue canzoni? Bigazzi ne aveva parlato più volte sulle pagine di Sorrisi. GLORIAUmberto Tozzi VIDEO «L’ispirazione mi venne nello stesso istante in cui ascoltai un brano di Elton John: si trattava di “Saturday night’s alright (for fighting) contenuto nell’album “Goodbye yellow brick road del 1973». Così Giancarlo Bigazzi, l’autore, racconta come nacque «Gloria», il più grande successo di Umberto Tozzi (nella foto a lato) in Italia e all’estero. «Cercavo un pezzo molto ritmato e grazie al tema di chitarra di quel brano ne venni a capo. Lo proposi poi a Umberto un giorno in cui ci trovammo entrambi in Toscana, alle terme di Saturnia: fu subito entusiasta dell’idea di dedicare il brano a tutte quelle donne che, una volta perse, lasciano un grande vuoto». Il brano, uscito nell’estate del 1979, fu un successo travolgente dal primo momento. «Ma non riuscì ad arrivare al vertice dell’hit parade, battuta da “Tu sei l’unica donna per me di Alan Sorrenti» ricorda ancora Bigazzi. Si sarebbe però rifatto qualche anno dopo. «Nel 1982, grazie alla versione cantata da Laura Branigan, arrivò al primo posto negli Stati Uniti». (Paolo Grugni) NON SI PUÒ MORIRE DENTROGianni Bella VIDEO Ricorda Gianni Bella (sopra, 59 anni): «Era il 1976 quando Giancarlo Bigazzi mi segnalò che in un convento di Firenze potevo trovare un pianoforte usato. Visto che fino ad allora avevo composto solo con la chitarra, non potendomi permettere altro, lo comprai e, quando lo suonai, le prime note che ne uscirono furono quelle di “Non si può morire dentro ». Continua Bigazzi, autore del testo: «Gianni mi portò la musica e la frase che sarebbe diventata il titolo, io aggiunsi il resto». Conclude Bella: «Ci fu però anche dell’amarezza. Quello era il tempo dei cantautori impegnati e chi cantava canzoni d’amore era malvisto: fui persino insultato!». Ma il 10 luglio il brano arrivò al 1 posto in classifica e ci rimase per dieci settimane. Vendette 2.000.000 di copie e stravinse il Festivalbar. (Paolo Grugni) TI AMOUmberto Tozzi VIDEO Un successo da 20 milioni di copie in tutto il mondo che quando fu scritto non convinceva appieno nemmeno il suo autore. Questo il segreto di «Ti amo», il brano portato al successo nel 1977 da Umberto Tozzi (in foto). Ce lo racconta Giancarlo Bigazzi, autore insieme con Tozzi: «Una sera andai a vedere a teatro “La gatta Cenerentola , un melodramma di Roberto De Simone. Rimasi colpito dalle musiche e quando tornai a casa mi misi immediatamente al pianoforte scrivendo la partitura di un brano in tre quarti ispirata a quella che avevo appena ascoltato. In più cominciai a scrivere un testo provvisorio in cui la frase “ti amo ricorreva spesso». Bigazzi però non era soddisfatto: «Mi sembrava che titolo e ritornello fossero troppo semplici, banali, per cui pensavo di fare dei cambiamenti. Ma il pezzo, dopo che lo feci cantare a Tozzi, piacque subito tantissimo alla casa discografica, l’allora CGD». Questo nonostante un singolare aneddoto: «A furia di ascoltare e riascoltare il brano, il nastro su cui lo avevamo inciso si era rovinato e le parole non erano più così chiare. Ma decidemmo di non rifarlo e di stampare quella versione. Un po’ per evitare costi aggiuntivi, ma soprattutto perché il difetto dava un effetto speciale alla voce di Umberto». Fu la scelta giusta: «Ti amo» rimase prima in classifica dal 23 luglio al 22 ottobre ‘77 e in totale 7 mesi in hit parade. (Paolo Grugni) LUGLIORiccardo Del Turco VIDEO «L’idea di scrivere “Luglio mi venne in mente leggendo dei versi del poeta francese Jacques Prévert. Il testo che ne emerse fu completamente diverso, però devo l’ispirazione del soggetto proprio al grande autore». Così Giancarlo Bigazzi racconta la nascita di uno dei più travolgenti successi della musica italiana legati al ricordo di un’estate (insieme a «Sapore di sale» e «Azzurro», è una delle tre canzoni estive più suonate di sempre), scritto in coppia con Riccardo Del Turco (a lato, 66 anni oggi, in una foto dell’estate 1968) che ne fu anche l’interprete. Ricorda Bigazzi: «Abitavamo entrambi sulle colline di Firenze: io a Settignano, lui a Fiesole. Ci aveva presentato, nonostante le titubanze di Riccardo per l’allora giovane sconosciuto che ero, un suo cugino di cui ero amico. Era il 1966 e insieme lavorammo al lato B di «Figlio unico». Non smettemmo però di frequentarci e un giorno di maggio del 1968 iniziammo a strimpellare con la chitarra qualcosa di semplice, ironico, quasi buffo nel suo incedere sudamericano. Ne venne fuori «Luglio» e pensammo di dare la canzone a Orietta Berti, ma alla fine Riccardo decise di cantarla lui stesso». Tutto poi accadde in modo rapidissimo: «Allora, la discografia italiana non perdeva tempo, sapeva cogliere al volo le opportunità: dieci giorni dopo, il pezzo era già stato inciso. A giugno vinse a Saint Vincent il seguitissimo “Un Disco per l’estate”, battendo “Ho scritto t’amo sulla sabbia”, un’altra straordinaria hit di quell’estate. Ma non era finita: la prima settimana di luglio, evidentemente un segno del destino, il brano era 1 in classifica e tutta Italia lo cantava». (Paolo Grugni) LISA DAGLI OCCHI BLUMario Tessuto VIDEO «Nel 1968 la Rca mi aveva incaricato della versione italiana di un brano del francese Michel Fugain. La canzone, che poi sarebbe stata affidata a Mal, s’intitolava Betty Blue » racconta il paroliere Giancarlo Bigazzi. «La cosa non è andata in porto, ma “Betty Blue mi è rimasto in testa. Finché ho trasformato quel titolo in “Lisa dagli occhi blu . Ho chiamato il mio amico chitarrista Claudio Cavallaro e in mezza giornata il pezzo era pronto. E’ ovvio che ci ho messo dentro anche un po’ delle mie esperienze. Nella sezione B, ci sono stato per davvero ai tempi del liceo scientifico Giuseppe Giusti di Firenze. Quando, poi, assieme ai discografici della Cgd, c’è stato da scegliere l’interprete non abbiamo avuto dubbi: Mario Tessuto con quella sua voce tremula si adattava a meraviglia». Una vera e propria hit dell’estate ‘69. Di più: un clamoroso successo di vendite, quasi due milioni di dischi. (Luca Testoni) SORRISI.COM tutti i diritti riservati |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 gennaio 2012 )
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sabato 28 gennaio 2012
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